L'olio nella nostra storia
ci accompagna da oltre 6000 anniMolto prima di finire sulle nostre tavole, l’olio d’oliva ha attraversato la storia dell’umanità come pochi altri prodotti hanno saputo fare. Le testimonianze più antiche della coltivazione dell’olivo risalgono a oltre 6000 anni fa, in un’area del Mediterraneo orientale – l’attuale Siria, Israele, Libano – dove le prime comunità agricole scoprirono che dai frutti di questo albero si poteva ricavare un liquido prezioso: nutriente, curativo, luminoso.
In quell’epoca l’olio non era ancora, o non era solo, un alimento. Veniva usato come unguento per la pelle, come combustibile per le lampade, come rimedio medicinale. Un prodotto così versatile da diventare rapidamente merce di scambio, e poi simbolo: in Egitto, rami d’olivo ornavano le tombe dei faraoni ben prima del 1300 a.C.; nella tradizione biblica, è una colomba con un ramoscello d’ulivo ad annunciare a Noè la fine del diluvio, e da allora l’olivo è rimasto, in tutto il mondo occidentale, l’emblema della pace.
Furono i Greci a diffondere sistematicamente la coltivazione dell’olivo in tutto il bacino del Mediterraneo. Per loro l’olio era un dono degli dei – la leggenda narra che fu Atena a donarlo alla città che avrebbe poi preso il suo nome, Atene – e un elemento centrale della vita quotidiana: si ungevano con olio gli atleti prima delle gare, e con rami d’ulivo si incoronavano i vincitori delle Olimpiadi. Furono poi i Romani a portare l’olivo in ogni angolo dell’Impero, perfezionando le tecniche di coltivazione ed estrazione e facendo dell’olio un bene tanto prezioso da essere usato anche come forma di tributo.
In Italia, e nella nostra Umbria in particolare, l’olivo trova terreno fertile fin dall’epoca etrusca. Le nostre colline custodiscono ancora oggi alberi monumentali che hanno attraversato i secoli – testimoni viventi di una storia che si rinnova a ogni raccolta.
Ma la storia dell’olio non è fatta solo di grandi civiltà e di libri di scuola: è anche fatta delle piccole tradizioni popolari, tramandate di generazione in generazione nelle case delle nostre campagne. Nella cultura contadina italiana, e umbra in particolare, l’olio d’oliva è stato per secoli molto più di un condimento: un rimedio della nonna per la pelle screpolata, un ingrediente per riti di buon auspicio, un protagonista di credenze popolari legate alla protezione della casa e della famiglia – come quella, ancora oggi diffusa in molte regioni italiane, che lega l’olio e l’acqua al tradizionale rito contro il malocchio.
Sono storie che raccontano quanto questo prodotto sia stato, da sempre, intrecciato con la vita quotidiana delle persone – non solo un alimento, ma un pezzo di cultura e di identità.
Oggi, quando produciamo il nostro olio extravergine di oliva, sentiamo il peso e insieme il privilegio di questa eredità millenaria: un frutto che ha attraversato dinastie, imperi e tradizioni popolari, e che continua – con l’antica pressatura ormai sostituita dalle moderne tecnologie di estrazione meccanica a freddo – a raggiungere le nostre tavole, mantenendo intatta la sua essenza di puro succo d’oliva.