Il territorio

L’olivicoltura in Italia e in Umbria

Le nostre colline olivate e verdi sono delle vere e proprie terrazze che si affacciano sul Lago Trasimeno. Queste antiche terre umbre, un tempo abitate dagli etruschi e ricchissime di storia, con il loro microclima unico, regalano alle olive caratteristiche organolettiche irripetibili. È la terra che ci ha visto nascere, appartenere, crescere.

Il nostro frantoio è un presidio di memoria e un baluardo per il futuro.

L’olivicoltura in Italia non è soltanto un settore agricolo di primaria importanza, ma un vero emblema culturale e paesaggistico. Con oltre 700 cultivar registrate, il nostro Paese detiene il primato mondiale di biodiversità olivicola: a queste si aggiungono numerose varietà locali, spesso non ancora classificate, custodite da alberi monumentali che testimoniano una storia millenaria. L’olivo è una pianta straordinaria, capace di vivere e produrre frutti per secoli, arrivando anche a superare i mille anni in condizioni ottimali.

La coltivazione è diffusa in quasi tutte le regioni italiane, dal sud al nord, favorita da un clima sempre più mite anche nelle aree tradizionalmente fredde. Il Mezzogiorno resta la principale culla della produzione, con Puglia, Calabria e Sicilia in primo piano, ma anche Toscana, Lazio e Campania contribuiscono in modo significativo. Se la quantità complessiva si è ridotta negli ultimi anni, la qualità dell’olio extravergine italiano resta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale grazie alla biodiversità, alle tecniche estrattive moderne e alla raccolta tempestiva.

All’interno di questo contesto nazionale, l’Umbria occupa un posto di rilievo. Con circa sette milioni di piante distribuite su 30.000 ettari e oltre 250 frantoi, la regione si distingue per la qualità dei suoi oli e per la varietà straordinaria di cultivar. Tra queste spiccano il Moraiolo, caratterizzato da note erbacee e di carciofo, amaro e piccante persistenti; la Dolce Agogia, tipica del Trasimeno, con esemplari secolari e millenari; il Rajo, il San Felice, la Nostrale di Rigali e molte altre varietà locali che arricchiscono il patrimonio genetico umbro.

L’Umbria conserva olivi monumentali come quello di Sant’Emiliano a Trevi o la Raia di Macciano, simboli viventi di continuità tra passato e presente. Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno permesso di riscoprire e catalogare numerose cultivar locali, alcune già citate in documenti antichi. Particolare attenzione è stata riservata all’area del Trasimeno e all’Isola Polvese, dove sono state individuate oltre 30 varietà uniche a livello internazionale.

Dott. Roberto Mariotti
Ph.D Soraya Mousavi
Istituto di Bioscienze e BioRicerche, Consiglio Nazionale delle Ricerche. I.B.B.R – C.N.R